Essere genitori è un’arte difficile.” Moltissime volte sentiamo o leggiamo queste parole senza che ci vengano forniti strumenti adeguati per aiutarci. Essere genitori di una persona con disabilità può sembrare un’opera da maestro, eppure, chi ha detto che non possiamo imparare a diventare i migliori artisti del nostro piccolo mondo? Questo interrogativo ci invita a riflettere sul valore fondamentale dell’educazione, non solo per chi è direttamente coinvolto nel processo di crescita, ma anche per coloro che si trovano a sostenere le sfide quotidiane della vita familiare, in particolare legate ai disturbi del neurosviluppo.

E proprio qui entra in gioco il Parent Training (PT), un programma strutturato pensato per formare i genitori, rafforzando le loro capacità relazionali e offrendo loro gli strumenti necessari per affrontare le difficoltà con maggiore consapevolezza e competenza.

Ma cos’è esattamente il Parent Training? E come mai sta assumendo un’importanza crescente nel panorama delle politiche di supporto alle famiglie con persone con disabilità? Il concetto di PT affonda le sue radici negli anni ’50 e ’60, quando si cominciò a riconoscere il ruolo fondamentale dei genitori nel processo educativo dei propri figli. L’idea di base era che non fosse solo il clinico specializzato a influire sul comportamento dei bambini (con disabilità), ma che anche i genitori potessero acquisire competenze specifiche per gestire le sfide quotidiane. Gerald Patterson, uno dei pionieri di questa teoria, elaborò il modello di Parent Management Training, che mirava a insegnare ai genitori come migliorare i comportamenti del bambino attraverso strategie di rinforzo positivo e di gestione dei comportamenti sfida.

Nel corso degli anni, il concetto di Parent Training si è evoluto, passando da interventi centrati sulla persona a interventi che considerano l’intero nucleo familiare. Sheila Eyberg, con il suo modello di Parent-Child Interaction Therapy (PCIT), e successivamente O’Neill et al., con il modello di Assessment funzionale del comportamento, hanno perfezionato il PT, introducendo approcci sempre più personalizzati e scientificamente validati.

Numerosi studi e meta-analisi hanno confermato l’efficacia del PT, sia nella gestione dei comportamenti sfida in generale (Kaminski et al., 2008), che in relazione a disturbi specifici come il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività(ADHD) e il Disturbo dello Spettro dell’Autismo (Deb et al., 2020; Tabatabaei et al., 2022). In particolare, è emerso che questi percorsi, non solo migliorano la gestione dei comportamenti da parte dei genitori, ma favoriscono anche un aumento dell’autoefficacia e una migliore qualità della relazione genitore-figlio (Muratori & Buonanno, 2020). Inoltre, i genitori che partecipano ai percorsi di PT hanno riferito una riduzione dell’isolamento sociale, una maggiore empatia e una migliore gestione delle situazioni stressanti (Muratori & Buonanno, 2020).

Grazie a questa base teorica è stato possibile inserire all’interno del progetto “Valori in rete” un Parent Training dedicato alle famiglie di persone con autismo.

Il Progetto “Valori in rete”: Un’Iniziativa di Inclusione e Supporto

Il programma di Parent Training “Valori in rete”, recentemente realizzato dalla coprogettazione con i consorzi IRIS e CISSABO e dalla collaborazione con la cooperativa sociale Domus Laetitia, ha rappresentato un’iniziativa fondamentale per le famiglie di persone con disturbo dello spettro dell’autismo (ASD). Il progetto, sostenuto dal “Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità” (Legge n. 69/2021), ha permesso di offrire ai familiari non solo informazioni aggiornate sul disturbo autistico, ma anche alcune concrete strategie per gestire le sfide quotidiane, migliorare la qualità della vita e sviluppare competenze relazionali cruciali.

Il percorso ha preso vita attraverso una serie di quattro incontri formativi, incentrati su tematiche cruciali come l’inquadramento teorico dell’autismo, le tecniche di comunicazione, la gestione dei comportamenti sfida, e il miglioramento delle competenze sociali. Ogni incontro ha offerto una visione olistica del disturbo, con l’intento di fornire ai familiari non solo informazioni pratiche, ma anche supporto emotivo, tramite il confronto diretto con altri genitori e con i professionisti del settore.

L’iniziativa ha avuto un successo significativo. I partecipanti hanno avuto modo di acquisire nuove competenze, riducendo i sentimenti di isolamento e aumentando la fiducia nelle proprie capacità. Il feedback positivo dei genitori ha evidenziato l’importanza di questi spazi di formazione e supporto.

Un Nuovo Progetto: Grazie ad Anffas Biellese

Alla luce di questi risultati, si inserisce la recente approvazione e il finanziamento da parte di Anffas Biellese per la realizzazione di una nuova edizione ampliata del progetto. A partire dal prossimo anno, infatti, l’iniziativa si estenderà non solo alle famiglie di persone con autismo, ma anche a quelle di persone con altre disabilità del neurosviluppo. Questo ampliamento ha come obiettivo quello di fornire un supporto più ampio e personalizzato, rispondendo alle diverse esigenze di ogni familiare.

Inoltre, questa iniziativa rappresenta un ulteriore passo verso un modello più inclusivo e completo di supporto alle famiglie, che non si limiti solo ai disturbi dello spettro dell’autismo, ma si apra anche a tutte quelle famiglie che affrontano sfide quotidiane legate alla disabilità.